PREDEDUZIONE DEL CREDITO DELL’ADVISOR NEL CONCORDATO PREVENTIVO DICHIARATO INAMMISSIBILE O RINUNCIATO: RECENTI ARRESTI DI CASSAZIONE 

Nei primi mesi del 2021, la Corte di Cassazione è intervenuta, ponendosi in discontinuità con precedenti pronunce, sul tema della prededuzione dei crediti dei professionisti sorti in occasione di domande di concordato preventivo successivamente dichiarate inammissibili o rinunciate.
Tale nuovo orientamento afferma che l’art. 111, co. 2 L.F. -a tenor del quale sono considerati prededucibili i crediti così qualificati da una disposizione di legge e «quelli sorti in occasione o in funzione delle procedure concorsuali»- presuppone l’apertura della procedura, non essendo sufficiente, ai fini del riconoscimento della prededuzione, la mera presentazione della domanda di concordato.
Conseguentemente, qualora la proposta concordataria venga dichiarata inammissibile o rinunciata, il credito del professionista che abbia svolto attività di assistenza o consulenza per la presentazione della domanda non è da considerarsi prededucibile nel successivo fallimento, e ciò indipendentemente dal fatto che la sentenza di fallimento sia fondata sulla medesima situazione di insolvenza rappresentata nella proposta di concordato…


I contenuti dell’articolo sono disponibili previo contatto al presente link

PATTI PARASOCIALI: DUBBIA LICEITÀ DEI SINDACATI DI GESTIONE

Con l’ordinanza 21.12.20, la Sezione Specializzata in materia di Impresa del Tribunale di Milano è tornata sulla distinzione tra sindacato di voto e sindacato di gestione, confermando la «dubbia liceità» di quest’ultimo, «da un lato non essendo riconducibile alle figure tipizzate dall’art. 2341 bis c.c. e d’altro lato incidendo “su comportamenti di soggetti che, a differenza dei soci, sono investiti inderogabilmente di una funzione, hanno cioè l’intera ed esclusiva responsabilità della gestione dell’impresa sociale, nell’interesse della società ed anche dei terzi” venendosi così a creare “una situazione di potenziale quanto immanente conflitto di interessi”».
Detti accordi -che non rientrano nella fattispecie delineata dall’art. 2341 bis, co. 1, lett. a), c.c.-, non avendo ad oggetto «l’esercizio del diritto di voto», si pongono difatti in contrasto con l’inderogabile principio secondo cui la gestione sociale spetta in via esclusiva agli amministratori


I contenuti dell’articolo sono disponibili previo contatto al presente link

È IL GIUDICE FALLIMENTARE A DOVERSI PRONUNCIARE SUL DINIEGO DELLE PROPOSTE DI TRANSAZIONE FISCALE

Con l’ordinanza 25.3.21 n. 8504, le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno statuito che la cognizione sulle controversie aventi ad oggetto la mancata adesione dell’Agenzia delle Entrate ad una proposta di transazione fiscale rientra nella giurisdizione del «giudice ordinario nella declinazione del giudice competente in ordine alle procedure concorsuali», così superando il dibattito sorto in precedenza, che aveva ricompreso le predette vertenze talvolta nella giurisdizione del giudice tributario (o, per la transazione contributiva, di quello del lavoro), talaltra in quella del giudice fallimentare.
La pronuncia in commento è stata emessa a definizione di un procedimento per regolamento preventivo di giurisdizione promosso dall’Agenzia delle Entrate e originato dall’impugnazione della mancata adesione dell’Erario ad una proposta di transazione fiscale, radicata dalla  società innanzi alla Commissione tributaria provinciale territorialmente competente…


I contenuti dell’articolo sono disponibili previo contatto al presente link

COVID-19: ANCORA CONTRASTI SULL’APPLICABILITA’ DELL’ART. 6 D.L. 23/2020 IN MATERIA DI PERDITE

A più di un anno di distanza dall’entrata in vigore del D.L. n. 23/2020, non risulta ancora risolto il contrasto interpretativo sorto in merito all’individuazione del periodo di applicabilità delle deroghe di cui all’art. 6 del D.L. n. 23/2020  (modificato dall’art. 1, comma 266 L. 178/2020), in materia di perdite rilevanti per legge, ai fini delle operazioni sul capitale.
Con la recente pubblicazione di 12 nuove massime (T.A.1-T.A.12), i Notai del Triveneto hanno espresso il loro orientamento, aderendo alla tesi restrittiva, secondo la quale le perdite oggetto di “sterilizzazione” sono solo quelle maturate nell’esercizio 2020, che emergono dal conto economico del bilancio d’esercizio, in cui è incluso il periodo aprile-dicembre 2020, indipendentemente dalla data stabilita dallo statuto per la chiusura dell’esercizio.
Di diverso avviso, invece, continua ad essere il Consiglio Notarile di Milano…


I contenuti dell’articolo sono disponibili previo contatto al presente link

CRAM DOWN NELLE TRANSAZIONI FISCALI E CONTRIBUTIVE 

Col dichiarato obiettivo di fronteggiare la situazione di crisi economica determinata dall’emergenza epidemiologica da Covid-19, l’art. 3, comma I-bis del D.L. n. 125/2020 ha integrato gli artt. 180, comma IV e 182-bis, comma IV L.F., consentendo ai tribunali di omologare le proposte di concordato preventivo e gli accordi di ristrutturazione dei debiti anche in mancanza di voto o adesione da parte dell’Agenzia delle Entrate o degli Enti di previdenza e assistenza obbligatoria, ogniqualvolta i) la loro adesione risulti determinante ai fini del raggiungimento delle maggioranze e percentuali previste dagli artt. 177 e 182-bis L.F., e ii) il professionista incaricato ex art. 161, comma III, L.F. abbia attestato, nella propria relazione, che la proposta di trattamento del credito erariale e/o contributivo formulata nel concordato o nell’accordo di ristrutturazione è maggiormente conveniente rispetto all’alternativa liquidatoria.  Analoghe previsioni sono state dettate dal D.L. n. 137/2020 con riferimento all’omologa degli accordi di composizione della crisi


I contenuti dell’articolo sono disponibili previo contatto al presente link

CRISI D’IMPRESA E RESPONSABILITÀ DELL’ORGANO DI CONTROLLO

L’art. 2086 c.c., come modificato dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, impone all’organo gestorio di adottare assetti organizzativi, amministrativi e contabili che consentano di monitorare costantemente l’equilibrio economico-finanziario dell’impresa -indicatore fondamentale del suo stato di salute- e, così, di prevenire e, in ogni caso, di rilevare tempestivamente l’emersione della crisi e la perdita della continuità aziendale.

Ne derivano significativi riflessi sull’ampiezza dei doveri di vigilanza e, così, sulle responsabilità dell’organo di controllo, che è tenuto a vigilare anche sull’idoneità degli assetti predisposti dagli amministratori a consentire la tempestiva rilevazione della crisi e il monitoraggio dell’equilibrio economico-finanziario dell’impresa e della persistenza della continuità aziendale, dandone conto nelle relazioni periodiche.
Per evitare di incorrere in responsabilità e a prescindere dall’emersione di segnali di crisi…


I contenuti dell’articolo sono disponibili previo contatto al presente link

IN VIGORE LE NOVITÁ IN MATERIA DI CLASSIFICAZIONE DEI CLIENTI INADEMPIENTI DEGLI ISTITUTI CREDITIZI E FINANZIARI: LA NUOVA DEFINIZIONE DI DEFAULT

Dal primo gennaio 2021 è entrata in vigore la nuova definizione di default dei clienti inadempienti nei confronti degli istituti creditizi e finanziari, introdotta dall’art. 178 del Regolamento UE n. 575/2013 relativo ai requisiti prudenziali per gli enti creditizi e le imprese di investimento, successivamente precisata dall’Autorità Bancaria Europea (EBA) con le Linee guida del 2017.

La norma in commento prevede che la classificazione “in default” possa operare al ricorrere di almeno una delle seguenti condizioni:
i) il debitore è in arretrato da oltre 90 giorni nel pagamento di un’obbligazione di ammontare rilevante, ovvero superiore ad € 500 (per le esposizioni al dettaglio, €100) e, in ogni caso, all’1% dell’esposizione complessiva verso l’istituto creditizio o finanziario;
ii) detto istituto ritenga improbabile che, senza il ricorso ad azioni quali l’escussione delle garanzie, il debitore adempia integralmente alla sua obbligazione…


I contenuti dell’articolo sono disponibili previo contatto al presente link

CRISI ECONOMICA DA COVID-19 E RAFFORZAMENTO DELLA NORMATIVA “GOLDEN POWER

La normativa c.d. Golden Power consente allo Stato -attraverso un sistema di notifiche e informative di determinate delibere o atti societari- di esercitare poteri speciali nei confronti di società che svolgono attività di interesse strategico nazionale, per scongiurare il pericolo che soggetti esteri acquisiscano partecipazioni rilevanti in settori di significativo interesse pubblico.

Con la crisi economica causata dal Covid-19, il Legislatore ha sentito la necessità di rafforzare gli obblighi di notifica e i poteri governativi previsti della normativa Golden Power, i) ampliando le fattispecie soggette all’obbligo di notifica individuate dalla Legge n. 21/2012, ii) estendendo il novero dei settori interessati dalla tutela e gli obblighi di notifica, iii) adottando provvedimenti a tutela del valore di mercato delle società quotate, e iv) introducendo procedimenti d’ufficio di controllo a cura della Presidenza del Consiglio dei Ministri…


I contenuti dell’articolo sono disponibili previo contatto al presente link

IMPORTANTI RIFORME LEGISLATIVE NEGLI EMIRATI ARABI UNITI

Gli Emirati Arabi Uniti continuano il processo di rinnovamento normativo, col superamento di alcuni capisaldi del loro ordinamento giuridico.

Il 1 dicembre 2020 è entrata in vigore la storica riforma della disciplina degli investimenti diretti stranieri che, in casi predeterminati, ha abolito il tradizionale limite della detenzione da parte di un socio emiratino della maggioranza del capitale sociale per le società on shore, essendo invece già consentito agli stranieri detenere l’intero capitale di società con sede nelle cd. free zone.

La risoluzione del Gabinetto del Ministero dell’Economia n. 16/2020, che ha completato il decreto legislativo federale n. 19/2018, ha concesso finalmente la possibilità per soggetti stranieri di acquisire fino al 100% della proprietà delle imprese on shore operanti in ben 122 attività in diversi settori strategici, tra cui agricoltura, produzione, trasporto e stoccaggio, ospitalità e servizi di ristorazione, informazione e comunicazione, scienza e tecnologia, assistenza sanitaria, formazione scolastica, arte e intrattenimento, edilizia…


I contenuti dell’articolo sono disponibili previo contatto al presente link

NUOVE DISPOSIZIONI TEMPORANEE IN MATERIA DI RIDUZIONE DEL CAPITALE SOCIALE E SCIOGLIMENTO DELLE SOCIETA’ PER PERDITE 

Il comma 266 della L. n. 178/2020 (c.d. Legge di Bilancio 2021) ha riscritto l’art. 6 del D.L. n. 23/2020, titolato “Disposizioni temporanee in materia di riduzione di capitale”, che ora prevede:
i) la sospensione dell’applicazione delle norme concernenti la riduzione del capitale per perdite (artt. 2446 c.c. per le S.p.A. e 2482-bis c.c. per le s.r.l.) nonché la riduzione al di sotto del minimo legale (artt. 2447 c.c. per le S.p.A. e 2482-ter c.c. per le s.r.l.) sino al quinto esercizio successivo a quello in corso al 31.12.20, ovvero sino all’assemblea che approverà il bilancio relativo all’esercizio sociale 2025;
ii) la possibilità, per i soci, di rinviare al 2025 le decisioni da prendersi per fare fronte alla riduzione del capitale sociale al di sotto del minimo legale (ridurre il capitale con contemporaneo aumento dello stesso ad una cifra non inferiore al minimo di legge, ovvero procedere alla trasformazione della società);
iii) l’estensione sino all’assemblea di approvazione del bilancio relativo all’esercizio 2025 dell’inoperatività della causa di scioglimento della società per riduzione del capitale sociale al di sotto del minimo legale (artt. 2484, co. 1, n. 4 c.c. per le società di capitali e 2545-duodecies c.c. per le società cooperative)…


I contenuti dell’articolo sono disponibili previo contatto al presente link

DEFINIZIONE DI “GRUPPO DI IMPRESE” NEL C.C.I.I.

La realtà economica italiana è da tempo caratterizzata dall’aggregazione di singole società in forme associative di gruppo.

Tale realtà, tuttavia, per lungo tempo non ha trovato compiuto riconoscimento sul piano giuridico, mancando nel nostro ordinamento una disciplina organica del fenomeno dei gruppi d’imprese.  Difatti, sino all’intervento del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, dei gruppi si trattava soltanto in singole previsioni normative, che fornivano interpretazioni soltanto parziali del fenomeno (artt. 2497 – 2497-septies c.c.).  Tant’è che, in assenza di una disciplina dei gruppi insolventi, la prassi giurisprudenziale aveva tentato di colmare la lacuna normativa.

Soltanto con l’adozione del C.C.I.I. i gruppi di imprese hanno trovato compiuta definizione e disciplina in materia di procedure concorsuali


I contenuti dell’articolo sono disponibili previo contatto al presente link

BONUS EDILIZI: CONFERME E NOVITA’ NELLA LEGGE DI BILANCIO 2021

In data 31.12.20 è stata definitivamente approvata la L. n. 178/2020 (c.d. Legge di Bilancio 2021) che, al fine di incentivare il recupero e l’efficientamento energetico del patrimonio immobiliare del nostro Paese, non solo ha prorogato l’efficacia di una consistente serie di agevolazioni fiscali previste per interventi di tal tipo, ma ne ha altresì introdotte di nuove.

Tra le misure confermate si segnalano, in particolare, i cc.dd. i) Superbonusii) Ecobonus, iii) Bonus ristrutturazioni edilizie, iv) Bonus mobili e grandi elettrodomestici, v) Bonus facciate, nonché il vi) Bonus verde.
Sono, invece, stati introdotti ex novo un c.d. Bonus idrico (per interventi volti ad efficientare l’utilizzo di risorse idriche in edifici esistenti), un Bonus per l’acquisto di sistemi di filtraggio dell’acqua potabile e un Bonus per l’acquisto di generatori di emergenza a gas


I contenuti dell’articolo sono disponibili previo contatto al presente link

SMART WORKING: PROBLEMATICHE GIURIDICHE DEL LAVORO A DISTANZA

Da studi recenti risulta che gli smartworker nel nostro Paese sono oggi circa cinque milioni e, secondo alcune previsioni, il 16% dei lavoratori italiani continuerà a lavorare da remoto anche nel 2021.
Le stime danno l’utilizzo dello strumento in crescita per il protrarsi della pandemia e indicano una possibile stabilizzazione del fenomeno e mutamento dei processi lavorativi, in ragione dell’accelerazione avutasi nell’applicazione del lavoro a distanza e dei vantaggi che in certi ambiti ne sono conseguiti.

Se nell’immediatezza dell’introduzione normativa si è badato soprattutto all’urgenza di contenere gli effetti pregiudizievoli che le limitazioni agli spostamenti e le tutele sanitarie imponevano, ora che tale modalità di lavoro occupa le quote di cui s’è detto si devono affrontare e gestire le numerose problematiche giuridiche che lo smart working reca nell’attuale contesto normativo


I contenuti dell’articolo sono disponibili previo contatto al presente link

IL “DECRETO CORRETTIVO” AL CODICE DELLA CRISI D’IMPRESA E DELL’INSOLVENZA

Il 5.11.20 è stato pubblicato in G.U. il D.Lgs. n. 147/2020 che, in esecuzione di quanto previsto dall’art. 1 della L. n. 20/2020, ha apportato integrazioni e correttivi al Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs n. 14/2019, che a seguito del rinvio introdotto dal recente D.L. “Liquidità” entrerà in vigore a partire dall’1.9.21).

Tra le novità più rilevanti, si segnalano: i) la ridefinizione dello stato di crisi e dei suoi indicatori, ii)  l’introduzione di nuovi obblighi di comunicazione delle segnalazioni ex artt. 14 e 15 C.C.I.I. all’OCRI, iii) la rideterminazione delle soglie rilevanti ai fini dell’attivazione della c.d. allerta esterna da parte dell’Agenzia delle Entrate, iv) la modifica della composizione del collegio degli esperti costituito presso l’OCRI, v) la modifica della disciplina del concordato preventivo, degli accordi di ristrutturazione e del piano attestato di gruppo e vi) le specificazioni introdotte con riguardo al c.d. diritto societario della crisi


I contenuti dell’articolo sono disponibili previo contatto al presente link

RECENTI RIFORME DEL D.LGS. N. 231/2001

Il D.Lgs. n. 75/2020, entrato recentemente in vigore, ha dato attuazione alla Direttiva UE 2017/1271 (c.d. Direttiva Pif), relativa alla lotta contro le frodi che ledono gli interessi finanziari dell’Unione.

Per effetto del decreto, sono stai integrati i reati presupposto che originano responsabilità amministrativa degli Enti ai sensi del D.Lgs. n. 231/2001, del quale in particolare sono stati modificati gli artt. 24, 25, 25 quinquiesdecies e sexiesdecies.

Quest’ultimo decreto si pone in sostanziale continuità con la volontà del legislatore di ampliare l’ambito d’estensione della predetta responsabilità, già espressa in occasione delle riforme al D.Lgs. n. 231/2001 intervenute nel corso del 2019…


I contenuti dell’articolo sono disponibili previo contatto al presente link

ACQUISTO DI PARTECIPAZIONI SOCIALI AI TEMPI DEL COVID-19

Il perfezionamento di operazioni di acquisizione di partecipazioni societarie si realizza -solitamente- attraverso il ricorso alla sottoscrizione di patti d’opzione, per il tramite dei quali una parte si vincola a tenere ferma la propria proposta contrattuale per un certo periodo di tempo, con diritto dell’altra di accettare o meno tale proposta, entro il termine convenuto.

L’emergenza da Covid-19 ha talvolta determinato situazioni di difficoltà -quando non addirittura impossibilità- nel dare esecuzione a siffatti contratti, con la conseguente necessità di verificare se vi siano soluzioni atte a ripristinare l’equilibrio negoziale venuto meno…


I contenuti dell’articolo sono disponibili previo contatto al presente link

SMART CONTRACT: IF – THIS – THAN – THAT

Gli smart contract realizzano una vera e propria traslazione dell’accordo contrattuale in un codice digitale non modificabile.

Per addivenire alla stipula, le parti, negoziate le clausole che andranno a disciplinare i rapporti giuridici tra di loro costituendi, dovranno inserirle in uno specifico software sotto forma di codice informatico, secondo la logica condizionale dell’ “if this than that”.

Al verificarsi degli eventi condizionanti dedotti in contratto, gli effetti negoziali voluti dalle parti si produrranno automaticamente, attraverso un meccanismo di auto-esecuzione.  Alle clausole contrattuali, difatti, il software aggiunge un codice auto-eseguibile, che viene salvato e conservato sulla blockchain


I contenuti dell’articolo sono disponibili previo contatto al presente link

COVID-19: OBBLIGO DI RIPIANAMENTO PERDITE E CONTINUITA’ AZIENDALE

La formulazione -invero incompleta- dell’art. 6 del D.L. n. 23/2020, che dispone la sospensione dell’obbligo di adottare i provvedimenti previsti dalla legge per il caso di perdite che abbiano ridotto il capitale di oltre un terzo o al di sotto del minimo legale, ha indotto gli operatori ad interrogarsi in ordine all’applicabilità della deroga al caso di perdite verificatesi antecedentemente al 31.12.20 (come ad es. quelle risultanti dal bilancio al 31.12.19), e non solo a quelle maturate durante l’emergenza epidemiologica.

Dubbi sono sorti anche circa l’applicabilità generalizzata ed incondizionata della presunzione di continuità aziendale dell’art. 7 del citato decreto, nonché in merito alla sussistenza degli obblighi e delle responsabilità previste dall’art. 2486 c.c.

In merito al primo aspetto, due sono le tesi dottrinali fino ad oggi emerse: una, più restrittiva, circoscrive l’applicabilità della deroga alle perdite che si verificheranno nel periodo 9.4/31.12.20; l’altra, in ottica maggiormente estensiva, ritiene che la deroga debba trovare applicazione con riferimento a tutte le perdite maturate ante 31.12.20…


I contenuti dell’articolo sono disponibili previo contatto al presente link

IMMINENTE SCADENZA DELL’OBBLIGO DI NOMINA DELL’ORGANO DI CONTROLLO O DEL REVISORE UNICO

Il D.L. n. 162/19, convertito nella Legge n. 8/20 del 28.2.20, ha modificato il comma terzo dell’art. 379 C.C.I.I., differendo il termine entro il quale le s.r.l. dovranno nominare il revisore o gli organi di controllo alla data di approvazione del bilancio relativo all’esercizio 2019, che in deroga a quanto previsto dagli articoli 2364, secondo  comma, e 2478-bis, c.c. o alle diverse disposizioni statutarie (art. 106 D.L. 18/2020), potrà essere convocata entro centottanta giorni dalla chiusura dell’esercizio, e quindi entro il 28 giugno 2020.

Posto che tale data coincide con un giorno festivo (domenica), potrebbe ritenersi ammissibile anche la convocazione per il giorno 29 giugno 2020.  Peraltro, al ricorrere di determinate condizioni, non è esclusa la possibilità di procedere a tale nomina entro 29 luglio 2020…


I contenuti dell’articolo sono disponibili previo contatto al presente link

LA TUTELA D’URGENZA DEL CONDUTTORE COMMERCIALE E DELL’AFFITTUARIO ALL’EPOCA DEL COVID-19

Le misure straordinarie adottate dal Governo e dalle Regioni per il contenimento dell’epidemia hanno inciso pesantemente sull’attività delle imprese, imponendone la sospensione forzata, dalla quale sono discese una netta contrazione dei proventi e una crescente difficoltà a far fronte al pagamento dei debiti, tra i quali figurano anche i canoni locatizi dei locali adibiti all’esercizio dell’impresa.

Come noto, qualora il conduttore/affittuario manchi di corrispondere il canone, il locatore dispone della tutela offerta da strumenti di garanzia (garanzie autonome a prima richiesta, cambiali, assegni, solo per citarne alcuni), prestati dal conduttore al momento della conclusione del contratto e immediatamente escutibili in ipotesi di suo inadempimento.  Garanzie che alcuni locatori hanno tentato di escutere per far fronte agli inadempimenti subiti durante l’attuale emergenza, nella maggior parte dei casi senza utilmente riuscirvi, per essere tali iniziative state paralizzate dalle istanze inibitorie presentate in via cautelare dai conduttori.

Dalle pronunce ad oggi intervenute sul punto, che di seguito si passeranno in rassegna,  si evince una particolare sensibilità verso la posizione del soggetto che si trova in una situazione di “difficoltà” ad adempiere…


I contenuti dell’articolo sono disponibili previo contatto al presente link

L’E-COMMERCE NON SI FERMA: OPPORTUNITA’ E VINCOLI NORMATIVI

Lo stop forzato di molte attività produttive e commerciali, conseguenza dell’applicazione delle misure di contingentamento volte a fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid-19, ha incentivato i produttori di beni e servizi a dare impulso alle vendite online.

L’implementazione di forme di commercio elettronico passa anche attraverso la disamina della disciplina normativa dettata in materia, che pone precisi obblighi informativi a carico del venditore/prestatore di servizi online, individua  il momento conclusivo del contratto telematico in deroga alle previsioni generali, detta specifici criteri quanto all’individuazione della giurisdizione e del foro competente a dirimere le eventuali controversie relative al contratto, oltre ad introdurre una disciplina per la tutela dell’acquirente a seguito del suo recesso dal contratto…


I contenuti dell’articolo sono disponibili previo contatto al presente link

LE RIUNIONI ASSEMBLEARI AI TEMPI DEL COVID-19

Con l’art. 106 del D.L. n. 18/2020, il legislatore ha riconosciuto la possibilità di tenere le riunioni assembleari esclusivamente con mezzi di telecomunicazione, anche in deroga ad eventuali differenti disposizioni statutarie.

Tale previsione, apparentemente chiara, ha ingenerato non pochi interrogativi in sede di sua concreta attuazione.  Stante il silenzio della suddetta normativa speciale, ci si è domandati se occorra indicare nell’avviso di convocazione il luogo di svolgimento della riunione e se permanga l’obbligo della presenza del segretario nel luogo di convocazione dell’assemblea.  Nemmeno si sono disciplinate le modalità per consentire la firma del verbale da parte del segretario e del presidente dell’assemblea, in ipotesi di riunione tramite videoconferenza.  Nulla, infine, s’è detto con riguardo all’eventuale possibilità di continuare ad applicare le modalità di riunione praticate durante l’attuale periodo emergenziale, una volta che lo stesso sarà terminato…


I contenuti dell’articolo sono disponibili previo contatto al presente link

ATTESTAZIONI DI FORZA MAGGIORE PER SCUSARE IL RITARDATO O MANCATO ADEMPIMENTO, CAUSA COVID-19, DEI CONTRATTI DI FORNITURA CON L’ESTERO

Con circolare n. 0088612/2020, il MISE ha autorizzato le Camere di Commercio nazionali a rilasciare, dietro espressa richiesta delle imprese a ciò interessate, dichiarazioni volte a certificare la sussistenza di una causa di forza maggiore -rappresentata dall’attuale emergenza epidemiologica e dalle restrizioni volte al suo contenimento-, che abbia ostato al puntuale adempimento da parte delle imprese italiane dei contratti di fornitura stipulati con clienti esteri.

Ottenuta la predetta attestazione, il fornitore nazionale dovrà trasmetterla tempestivamente al cliente estero, al fine di consentire a quest’ultimo di avere adeguata e pronta cognizione della causa di forza maggiore sopravvenuta.  Per il tramite di essa, il fornitore potrà altresì invocare l’applicazione dei rimedi contrattuali e di legge che gli consentono di evitare di incorrere nella risoluzione dell’ordine di fornitura…


I contenuti dell’articolo sono disponibili previo contatto al presente link

EMERGENZA COVID-19: GIUSTA CAUSA DI RECESSO DALLE TRATTATIVE?

Stante la formulazione assai generale dell’art. 91 del D.L. n. 18/2020 (norma che impone ai giudici, in sede di vaglio di domande ex art. 1218 c.c., di tenere in adeguata considerazione l’incidenza che l’applicazione delle misure governative volte al contenimento dell’epidemia può avere avuto sulla capacità del debitore di adempiere), ci si è chiesti se l’osservanza di dette misure possa essere considerata causa idonea ad esimere il recedente da responsabilità per ingiustificato abbandono delle trattative.

Come noto, l’avvio di attività di negoziazione, volte alla definizione dei contenuti di un futuro accordo contrattuale, pone in capo ai contraenti il dovere di comportarsi secondo buona fede.  L’art. 1337 c.c. estende alla fase precontrattuale l’ambito di operatività di quel medesimo dovere di buona fede che impone alle parti di comportarsi secondo lealtà e correttezza in ogni momento del rapporto negoziale, sicché, in assenza di una giusta causa, l’abbandono delle trattative è considerato abusivo.

Per verificare se il rispetto delle misure anti-Covid imposte dall’Autorità possa rientrare nel concetto di giusta causa di recesso, occorre muovere dalla ricostruzione che la dottrina e la giurisprudenza hanno operato di tale istituto…


I contenuti dell’articolo sono disponibili previo contatto al presente link

NULLITA’ DELLE FIDEIUSSIONI OMNIBUS PER CONTRASTO ALLA NORMATIVA ANTITRUST

La Corte di Cassazione è attiva sul tema della nullità della fideiussione nelle cui condizioni generali siano presenti clausole contenenti disposizioni contrarie alla normativa antitrust  e, segnatamente, contrarie al divieto di intese restrittive della libertà di concorrenza (il riferimento è alle clausole contenute agli artt. 2, 6 e 8 delle condizioni generali di contratto ABI, rispettivamente relative a “Annullamento, inefficacia e revoca dei pagamenti”, “Responsabilità del fideiussore” e “Invalidità dell’obbligazione garantita”).

La discussione, arricchita anche da una recente pronuncia della Suprema Corte, ha preso le mosse da un provvedimento, emesso dalla Banca d’Italia nel 2005, col quale l’Autorità ha sancito che lo schema contrattuale messo a disposizione da ABI per la stipula delle fideiussioni a garanzia integrale di operazioni bancarie (fideiussioni omnibus) conteneva disposizioni in contrasto con l’art. 2 L. n. 287/1990 lett. a), che vieta le intese tra imprese che abbiano per oggetto o per effetto di impedire, restringere o falsare in maniera consistente la concorrenza all’interno del mercato nazionale o in una sua parte rilevante.

Occorre dunque stabilire quale sia la sorte dei contratti stipulati a seguito dell’intesa vietata, contenenti clausole di tal tipo…


I contenuti dell’articolo sono disponibili previo contatto al presente link

INDICI DELLA CRISI E MODALITA’ DI INDIVIDUAZIONE DEI SUOI FONDATI INDIZI

Esercitando la delega conferitagli dal co. II dell’art. 13 del Codice della Crisi, il CNDCEC ha definito gli indici della crisi e specificato i fondati indizi al ricorrere dei quali scatta la presunzione di sussistenza di uno stato di crisi dell’impresa, con conseguente obbligo degli organi di controllo di provvedere alle segnalazioni (dapprima all’organo amministrativo e, in caso di inadeguata risposta, all’OCRI) di cui all’art. 14 e ss. C.C.I.I.

Il CNDCEC ha previsto che l’applicazione degli indici di crisi individuati alle singole realtà d’impresa debba avvenire nel rispetto di un percorso integrato di autodiagnosi dello stato di salute dell’impresa che, presentando struttura «ad un tempo, “ad albero” e combinata», è finalizzato ad agevolare una valutazione unitaria e un vaglio critico dell’andamento aziendale…


I contenuti dell’articolo sono disponibili previo contatto al presente link

TRASFORMAZIONE ETEROGENEA ATIPICA DA SOCIETA’ UNIPERSONALE IN IMPRESA INDIVIDUALE

La Commissione tecnico-giuridica composta da Unioncamere e dal Consiglio Nazionale del Notariato si è recentemente espressa a favore dell’ammissibilità della trasformazione da società unipersonale (sia di persone, sia di capitali) in impresa individuale, contrariamente ai precedenti orientamenti giurisprudenziali, che avevano avvalorato la tesi dell’inammissibilità di una tal operazione.

Trattasi di questione annosa e assai dibattuta, che ha visto per lungo tempo dottrina e giurisprudenza contrapposte, tra chi privilegiava il principio di economicità degli atti giuridici e di quello di continuità nei rapporti giuridici, e chi, invece, riteneva di doversi uniformare al contenuto tipico delle ipotesi di trasformazione previste dalla legge e alle norme inderogabili in materia…


I contenuti dell’articolo sono disponibili previo contatto al presente link